
Il glifosato rimane autorizzato in Francia per alcune categorie di utenti, ma sotto condizioni rigorose che sono notevolmente evolute dal 2019. Comprendere chi può ancora acquistare, immagazzinare e spruzzare questa sostanza attiva implica distinguere tre livelli di regolamentazione: europeo, nazionale e individuale.
Certiphyto e status professionale: le due condizioni preliminari
Prima di parlare di tipi di colture o zone di applicazione, la regolamentazione francese pone un filtro di accesso. Solo i possessori di un Certiphyto possono maneggiare il glifosato. Questo certificato individuale di prodotti fitosanitari riguarda qualsiasi persona fisica che utilizza, vende o consiglia questi prodotti in un contesto professionale.
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Dal 1 gennaio 2019, i privati non hanno più il diritto di acquistare, detenere o applicare il glifosato. Questo divieto copre i giardini privati, gli orti e gli spazi verdi residenziali. I vivai non possono più offrire questi prodotti in libero servizio.
Il quadro normativo che regola l’utilizzo del glifosato in Francia non si limita al mondo agricolo. Professionisti non agricoltori, paesaggisti, aziende di diserbo, fornitori che operano su siti industriali o linee ferroviarie, mantengono un diritto d’uso a condizione di giustificare il loro Certiphyto e un quadro professionale documentato.
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Usi agricoli autorizzati: quali colture, quali restrizioni
Gli agricoltori rappresentano la grande maggioranza degli utenti di glifosato in Francia. La sostanza rimane omologata per la gestione delle infestanti nelle colture estensive, nella viticoltura e nell’arboricoltura. La sua efficacia su un ampio spettro vegetale e il suo basso costo spiegano questa persistenza.
Tuttavia, la regolamentazione nazionale ha ristretto le condizioni di applicazione. L’uso in pre-raccolta (disidratazione) è vietato per le colture destinate all’alimentazione umana o animale. Questa pratica, che consisteva nell’accelerare l’essiccazione dei cereali prima della mietitura, è stata abolita in Francia ancor prima del rinnovo europeo del 2023.
Le dosi massime autorizzate e il numero di applicazioni annuali dipendono da ciascun prodotto commerciale. L’Anses rilascia le autorizzazioni di immissione sul mercato (AIM) a livello nazionale e può ritirare o sospendere un’AIM se emergono nuovi dati di rischio. Nel 2024, il tribunale amministrativo di Lione ha annullato l’autorizzazione di due erbicidi a base di glifosato, ritenendo che la valutazione dei rischi fosse insufficiente.
Zone di non trattamento e vincoli locali
Zone di non trattamento (ZNT) si applicano nelle vicinanze di corsi d’acqua, abitazioni e strutture che accolgono il pubblico. Queste distanze variano a seconda del prodotto e del tipo di coltura, ma riducono concretamente la superficie su cui un agricoltore può spruzzare.
Alcuni comuni e alcuni dipartimenti impongono delle carte di impegni complementari, con distanze superiori ai minimi regolamentari. Il diritto di utilizzare il glifosato varia quindi anche in base alla localizzazione del terreno.
Zone non agricole: professionisti al di fuori dell’attività agricola
La confusione più frequente riguarda gli usi non agricoli. Le collettività locali non possono più utilizzare prodotti fitosanitari di sintesi per la manutenzione degli spazi verdi, delle strade e dei percorsi pubblici dal 2017 (legge Labbé). Il glifosato è quindi escluso dalla manutenzione municipale classica.
Tuttavia, diverse categorie di professionisti mantengono un accesso legale:
- I gestori di infrastrutture ferroviarie, che trattano le aree ferroviarie per motivi di sicurezza, sotto protocollo regolamentato
- Le aziende di lavori paesaggistici che operano su siti privati non aperti al pubblico (zone industriali, piattaforme logistiche)
- I fornitori autorizzati per il diserbo di zone specifiche come gli aeroporti o alcuni siti militari
Questi usi non agricoli rimangono soggetti al Certiphyto e a un’AIM valida per il prodotto utilizzato. L’assenza di uno o dell’altro espone a sanzioni penali.
Rinnovo europeo e calendario francese
La Commissione europea ha rinnovato l’approvazione del glifosato per dieci anni nel novembre 2023, dopo il fallimento degli Stati membri nel raggiungere una maggioranza qualificata. La Francia si è astenuta durante il voto, una posizione criticata dalle associazioni ambientaliste che ricordavano la promessa presidenziale di divieto formulata nel 2017.
Questo rinnovo europeo non significa un lasciapassare nazionale. Ogni prodotto commerciale deve ottenere un’AIM rilasciata dall’Anses, che valuta i rischi specifici legati alla formulazione completa (sostanza attiva più coformulanti). L’Anses ha avviato una rivalutazione comparativa delle alternative non chimiche al glifosato, le cui conclusioni influenzeranno le future AIM.
Prodotti ritirati e prodotti mantenuti
Tutti i prodotti a base di glifosato non beneficiano dello stesso status. Alcuni hanno visto la loro autorizzazione annullata dalla giustizia amministrativa, altri sono in fase di rivalutazione. Il numero di prodotti fitosanitari contenenti glifosato effettivamente commercializzabili in Francia fluttua di anno in anno, in base alle decisioni dell’Anses e ai ricorsi legali.
Le vendite di glifosato in Francia rimangono significative, sostenute dall’assenza di alternative chimiche che offrano la stessa efficacia a costo comparabile su tutte le infestanti. Il diserbo meccanico, le soluzioni di biocontrollo e i fattori agronomici (rotazioni, coperture vegetali) stanno progredendo, ma la loro adozione completa richiederebbe investimenti e cambiamenti di pratiche che tutte le aziende agricole non possono assorbire allo stesso ritmo.
Il quadro giuridico del glifosato in Francia sovrappone quindi tre filtri: l’approvazione europea della sostanza, l’AIM nazionale di ogni prodotto commerciale e lo status individuale dell’utente (professionista certificato o meno). Finché uno di questi tre livelli è carente, l’uso è illegale, indipendentemente dalle dimensioni del terreno o dalla natura dell’attività.